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www-voice-on-stage.com FABIOLA RICCI La VOCE in tutte le sue espressioni artisticheAll rights reserved – © copyright 2011

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Il triple-threat performer, ovvero l’artista di Musical Theatre, in grado di recitare, cantare e danzare allo stesso tempo.

Il Musical Theatre è una forma teatrale nata nel mondo anglosassone e americano, e il suo fine è quello di raccontare una storia in musica. E’ un genere oggi diffuso a livello mondiale: le opere create per il West End londinese e per Broadway vengono tradotte in oltre 20 lingue.

Musical originali vengono creati anche in altri Paesi (importantissime sono da un paio di decenni le produzioni create nel centro Europa in lingua tedesca).

Dal punto di vista musicale esistono Musical di ogni stile (rock, pop, jazz, di stampo più classico…) che, di conseguenza, necessitano emissioni vocali diverse, coerenti anche con il carattere del personaggio interpretato. Per questo un performer deve essere duttile vocalmente dal punto di vista stilistico, come deve esserlo dal punto di vista attoriale nella recitazione, per potere interpretare una musical comedy o un drama musical, un broadway musical…

VOICE ON STAGE forma artisti con tali caratteristiche, tenendo conto non solo della loro crescita tecnica nell’ambito del Canto, della Recitazione e della Danza, ma mirando anche alla loro fondamentale maturazione umanistica e critica, anche attraverso lo studio interdisciplinare della cultura e lingua anglosassone in relazione alla realtà italiana, e la conoscenza di altre realtà culturali e linguistiche come quella spagnola e tedesca, molto importanti nell’ambito del Musical Theatre.

Si parte dallo studio e conoscenza del proprio Corpo e della propria Voce.

L’allievo viene considerato nella sua specifica realtà individuale, quale universo unico ed irripetibile; viene guidato verso la scoperta e il completo dominio della propria voce, passando attraverso il fondamentale dominio del proprio corpo, macrostrumento in cui è inserito il microstrumento Voce, di cui dovrà scoprire le caratteristiche, potenzialità e capacità, trovando il proprio suono, senza essere l’imitazione di nessuno.

Il fine è quello di formare artisti sani e consapevoli, che sappiano utilizzare la Voce, nel canto e nella recitazione, al massimo delle proprie possibilità, ma con il minimo dello sforzo, mantenendola giovane, sana e fresca negli anni, anche in età matura.

E’ una tecnica indirizzata ad artisti professionisti e non professionisti: cantanti (di ogni stile: classico, pop, rock, metal…), attori, performer di musical, danzatori, ma anche insegnanti, logopedisti, speaker radiofonici e a chiunque voglia sapere di più sullo strumento più magico e più sconosciuto, che si trova dentro di noi e che pochi sanno utilizzare al meglio, in quanto si studia come ottenere il massimo dalla performance vocale in generale, imparando a non stancare (o perdere) la voce a causa del surmenage vocale, ed a cantare in maniera libera e senza paranoie, avendo sempre la voce calda, sin da poco dopo essersi alzati dal letto la mattina, perché si considera la voce nella sua completezza, non a settori: l’organo fonatorio è sempre lo stesso, che si canti, si reciti o si parli quotidianamente, non può essere riposto e poi ripreso secondo la necessità, come una chitarra, o un flauto, o un sassofono… lo portiamo sempre con noi, ed è sensibile ad ogni nostro cambiamento, per questo va educato nella sua totalità di utilizzo, in modo da creare uniformità tra la voce cantata, recitata e parlata, per potere passare agilmente dal canto al recitato senza soluzione di continuità, come succede nel Musical Theatre.

Imprescindibile: il docente deve sapere eseguire perfettamente ciò che insegna all’allievo/a, sia dal punto di vista fisico che vocale, per potere offrire esempi di ciò che sta spiegando ogni volta in cui ve ne sia il bisogno, cantando anche insieme con lui/lei.

La stragrande maggioranza delle persone, spesso anche tra gli artisti, non è abituata a fare lavorare il proprio corpo, e, spesso, lo conosce solo superficialmente; il grande lavoro fisico previsto dal metodo VOICE ON STAGE mira, oltre alla conoscenza del proprio strumento corpo, ad utilizzarlo in maniera da migliorare la comunicazione che attraverso di esso l’allievo può attuare, sia sul palco che nella vita quotidiana.

BELT E LEGIT
Per insegnare la corretta emissione Belt è necessario insegnare all’allievo innanzitutto la corretta emissione Legit (che non è Opera), di cui in Italia raramente si parla, perché quasi del tutto sconosciuta. Tantissimi insegnanti di canto lirico quando ascoltano l’emissione Legit la considerano un inutile falsetto che non porterà mai la voce da nessuna parte, la stragrande maggioranza di insegnanti di canto “moderno” (definizione per noi tutt’ora non chiara), invece, considerano questa emissione canto lirico. Ebbene, lo studio del Legit anche per arrivare ad un Belt corretto è pratica ormai consolidata da circa un secolo nelle migliori Scuole di Musical Theatre del West End e Statunitensi, e si rifà all’antica arte del belcanto italiano, la quale fornisce tutte le basi di tecnica vocale necessarie, con il dovuto allenamento e, in seguito, la dovuta pratica di differenti stili e repertori, anche senza affrontare il Repertorio belcantistico vero e proprio (es. Donizetti e Bellini).
Il Legit non è opera, e il Belt non è urlo, né voce di petto (M1) tirata fino all’estremo, pratica utile solamente ad usurare la voce ed invecchiarla anzitempo.
Una volta imparata la corretta emissione Legit, si potrà introdurre la corretta emissione Belt ed arrivare ad un corretto mix delle due emissioni, inserendo anche elementi di falsetto (corde vocali che si sceglie di non addurre completamente a favore di una mirata maggiore fuoriuscita di aria per dare un senso più “intimo” all’interpretazione). Tutto ciò permetterà di affrontare in maniera credibile qualsiasi stile e repertorio: la differenza la farà, ovviamente, solo la pratica costante di uno stile/repertorio o di un altro. Importante: mai utilizzare il microfono durante le lezioni di Canto/Tecnica Vocale: l’utilizzo del microfono a lezione è la maniera migliore per non imparare a cantare. Il microfono va utilizzato solo in un secondo tempo, quando l’allievo è già ad un livello avanzato.
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Il metodo VOICE ON STAGE non vi promette di imparare a cantare subito e bene, perché è un metodo serio.
Il metodo VOICE ON STAGE non prevede lezioni via Skype:  la lezione di canto è un’attività pratica, e crediamo che via Skype possano essere effettuate solo lezioni teoriche, soprattutto perché la scarsa qualità del suono di una conversazione via Skype (per quanto le connessioni internet di insegnante e allievo siano eccellenti) elimina la maggior parte delle frequenze sonore fondamentali necessarie a capire se l’allievo sta eseguendo il suono corretto, e se non sta affaticando il proprio organo fonatorio in maniera tale da provocare danni alle corde vocali, senza contare il fatto che via Skype è impossibile correggere difetti di postura e respirazione proprio perché il docente non ha la possibilità di interagire direttamente con l’allievo. Crediamo, insomma, ancora nelle lezioni di tipo tradizionale, pur credendo, allo stesso tempo, che  un docente capace debba necessariamente essere sempre aggiornato sulle nuove tecniche e scoperte, ed avere, sostanzialmente, la mentalità del ricercatore, oltre a sapere eseguire perfettamente ciò che insegna, in modo da potere il docente stesso eseguire gli esempi vocali corretti necessari per l’allievo.
Il metodo VOICE ON STAGE vi assicura che, con l’impegno e lo studio costante, potrete recitare e cantare in maniera credibile dopo un anno di studio, in maniera pregevole dopo due anni di studio, e cominciare a diventare interpreti notevoli dopo il terzo anno.
E, seguendo i dettami del metodo VOICE ON STAGE, i miglioramenti continueranno ad essere evidenti anno dopo anno, con grande maestria e consapevolezza.
Tutto questo mantenendo la salute della vostra Voce, per conservarla fresca e giovane nei decenni, anche in età matura.
Il metodo VOICE ON STAGE pone l’allievo al centro dell’attenzione, considerandolo un universo unico e irripetibile, diverso da chiunque altro e rispettando ed enfatizzando la parte migliore della sua personalità.

Il metodo VOICE ON STAGE prevede anche la formazione di insegnanti, attraverso un tirocinio pratico di tre anni.

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PER OGNI INFORMAZIONE – workshop, spettacoli, stage training, LEZIONI PRIVATE, PREPARAZIONE AUDIZIONI, coaching

ESAMI ALLIEVI e INSEGNANTI – ISCRIZIONE ALBO

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Il percorso di studio della voce attraverso il metodo

VOICE ON STAGE

si svolge attraverso lezioni individuali e workshop.

Il metodo VOICE ON STAGE prevede lezioni individuali, workshop singoli e percorsi di perfezionamento anche per coloro che non necessitano il riconoscimento legale dello Stato Italiano.

Ogni Workshop può avere durata variabile, da un minimo di 5  ore, fino a diventare corso annuale, biennale, triennale, e può essere integrato con altri workshop.

Ogni workshop può essere personalizzato a seconda delle varie esigenze, e svolto dalla docente nelle sedi delle accademie, associazioni, scuole di teatro, di musica, di danza interessate, in tutta Italia e all’estero.

LA VOCE COME STRUMENTO

A chi è rivolto questo metodo:

artisti professionisti e non professionisti: cantanti (di ogni stile), attori, insegnanti, logopedisti e a chiunque voglia sapere di più sullo strumento più magico e più sconosciuto, che si trova dentro di noi e che pochi sanno utilizzare al meglio.

http://www.voice-on-stage.com FABIOLA RICCI La VOCE in tutte le sue espressioni artistiche

 

http://www.voice-on-stage.com FABIOLA RICCI La VOCE in tutte le sue espressioni artistiche

ARGOMENTI TRATTATI:
– unione CORPO-VOCE: il Performer e il significato di “corpo che comunica”
– gestione dello spazio scenico: improvvisazione guidata di gruppo
– il senso del corpo in scena come individuo e come gruppo
– la forza della coralità
– lo STATO EMOTIVO dell’ATTORE e lo STATO EMOTIVO del PERSONAGGIO: conseguente COMUNICAZIONE efficace e credibile verso il Pubblico
– riempire la scena, ovvero “LESS IS MORE”: l’energia e la presenza scenica del performer
– il musical è innanzitutto recitazione
– il musical non è un genere musicale ma teatrale
– il performer e la performance, l’integrazione del cantare e danzare recitando un personaggio
– differenza tra fare ed essere: la verità e la credibilità del personaggio
– lo studio del personaggio, suoi rapporti con gli altri personaggi e ruolo all’interno della storia
– la tecnica vocale nel canto e nella recitazione (Metodo VOICE ON STAGE)
– Belt, Legit e molto altro: le diverse vocalità, le diverse emissioni
– il carattere della voce come parte integrante del carattere del personaggio
– cantare il repertorio (a seconda del musical che si interpreta)
– cantare un brano da concerto e cantare un brano da musical: il canto teatrale
– importanza della pronuncia corretta – dizione e fonetica inglese (o altra lingua)
– cantare mentre ci si muove o si danza senza fare “ballare” la voce
– come evitare l’affaticamento vocale
– il microfono nel Musical Theatre: imparare a gestirlo fisicamente e acusticamente / il “Palco Muto”
INOLTRE:
IL DIAFRAMMA e le CORDE VOCALI: – cosa sono – a cosa servono e come funzionano
– TROVARE IL PROPRIO SUONO NELLA VOCE PARLATA, NELLA VOCE RECITATA, NELLA VOCE CANTATA: impadronirsi delle tecniche, conoscere il proprio timbro e la propria estensione (parlando, recitando, cantando) – esercizi specifici.
– La “voce di orecchie” (“ears voice”)
– voce di petto (M1), voce di testa (M2), registro di fischio (M3), suoni sovraglottici (M0)
– l’intonazione – imparare attivamente ad ascoltare e ad ascoltarsi, non solo a sentire e sentirsi
– il lavoro fisico sul corpo – fondamentale punto di partenza per arrivare ad un ottimo utilizzo della Voce, e ad un’ottima credibilità e presenza scenica
– trovare la sintonia perfetta respirazione-voce-corpo, anche al fine della resistenza fisica, per andare in scena 8 volte a settimana in grande forma
– l’equilibrio attraverso il disequilibrio
– la “maschera” è un concetto limitante: le vibrazioni percepite in quella zona sono solo una piccolissima parte delle sensazioni che il cantante/attore può avvertire nell’atto della produzione del suono. Insistere con il concetto di “voce in maschera” e “proiezione del suono” provoca anche fastidiosa e costante nasalizzazione del suono, nasalizzazione che va eventualmente ricercata solo per alcune interpretazioni particolari.
– Le reali cavità di risonanza e i concetti di “risonanza” e “consonanza”.
– perché, di conseguenza, pensare di “proiettare il suono in avanti, in maschera” risulta, nel tempo, deleterio per la salute della voce, che rischia di invecchiare precocemente.
L’INTERPRETAZIONE
– Fare diventare propria l’esecuzione di un brano recitato o cantato:
– il testo
– recitare / cantare un testo italiano
– recitare / cantare un testo in inglese (o altra lingua)
– importanza della pronuncia corretta (e varie sfumature)
– cantare un testo da musical
– la musica e il ritmo (nel recitato e nel cantato)
– cantare le note
– appoggiature, portamenti e altri abbellimenti
– Recitare / cantare con la voce e col corpo: LA PRESENZA SCENICA dell’attore, del cantante, del musical performer (STAGE PRESENCE)
– lo STATO EMOTIVO dell’ATTORE e lo STATO EMOTIVO del PERSONAGGIO: conseguente COMUNICAZIONE efficace e credibile verso il Pubblico
– il Microfono nel Musical Theatre: imparare a gestirlo fisicamente e acusticamente / il “PALCO MUTO”
IL CANTO SOLISTICO, IL CANTO CORALE, IL CANTO NEL MUSICAL:
– il cantante solista e il performer di musical
BELT, LEGIT, MIXED VOICE E MOLTO ALTRO…
– imparare a cantare in maniera sana per essere ottimi e consapevoli artisti: imparare la VOCE MISTA come le più grandi popstar e gli straordinari performer di Musical Theatre, per avere più potenza vocale in tutta l’estensione col minimo sforzo (leggi: quando cantare “in petto” è inutile, limitativo e dannoso, perché accelera il processo di invecchiamento della Voce)
– non esiste una voce “Vera” e una voce “falsa”: la Voce è VERA tutta, il punto è svilupparne l’ESTENSIONE COMPLETA (2 ottave e mezzo/3 ottave), imparando a cantare col massimo della resa e il minimo dello sforzo.
– differenze di emissione tra Legit e Belt – esempi ed esercizi per capirne la differenza
–il Belt deve essere imparato anche dagli attori, per avere una grande resa sonora durante la recitazione (quindi: il Belt non ha a che fare solo col canto)
– la tecnica del Belt deve essere insegnata da vocal trainer con grande e lunga esperienza, solo così si preserva la salute della voce
TECNICA VOCALE e INTERPRETAZIONE CANTATA E RECITATA: IMPOSSIBILE DISGIUNGERE L’UNA DALL’ALTRA.
– perché serve la tecnica vocale: imparare a non farsi male per non perdere la voce e cantare (e recitare) per molti anni
– trovare “il suono giusto”
– trasportare un brano in un’altra tonalità
– la presenza sul palco del cantante
– comunicare con il pubblico mentre si canta
– le mani (libere o occupate dal microfono palmare)
– i piedi
– il corpo
– lo sguardo
– esecuzione di un brano a scelta (previo accordo col pianista o su base)
– commenti, idee, suggerimenti per l’interpretazione di tale brano
– come preparare un’audizione, mock auditions, leggere e capire il bando di un’audizione
INFLUENZA DEL CIBO E DEGLI AGENTI ESTERNI SULL’ORGANO FONATORIO:
– igiene della voce: carboidrati, formaggio, caffeina, acqua, cibi salati, sigarette… come influiscono sulla voce
– importanza del foniatra, il medico delle corde vocali, a cui bisogna ricorrere raramente e solo in caso di necessità, altrimenti meglio cambiare insegnante di canto/recitazione.
– l’intonazione – imparare attivamente ad ascoltare e ad ascoltarsi, non solo a sentire e sentirsi
– il lavoro fisico sul corpo – fondamentale punto di partenza per arrivare ad un ottimo utilizzo della Voce, e ad un’ottima credibilità e presenza scenica
– trovare la sintonia perfetta respirazione-voce-corpo, anche al fine della resistenza fisica, per andare in scena 8 volte a settimana in grande forma
– come preparare un’audizione / leggere e capire il bando di un’audizione.

 

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Una risposta »

  1. Marco Gaudino ha detto:

    UN Programma completo fatto con competenza e professionalita’,,,,,sono convinto che chiunque abbia a che fare con la parola possa trovare giovamenti dopo questo corso.

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